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Glossario dei termini tecnici

J - P

      Klêros: è la "sorte" dei greci. Dal greco klaô, rompo, spezzo, tronco, poiché in origine per decidere la sorte venivano usati rami spezzati o piccoli ramoscelli. In astrologia il termine klêros viene associato al nome proprio di ciascuna sorte: il klêros tychês è la sorte di fortuna, il klêros daimonos è la sorte del genio, e così via. Vedi sorte. PA: klêros.

      Larghezza: è sinonimo di declinazione se riferita all'equatore, è sinonimo di latitudine se riferita all'eclittica.

      Latitudine: (lat) di un astro, è l'arco del circolo di latitudine passante per l'astro compreso fra l'eclittica e l'astro, o, in altre parole, la sua distanza sferica dall'eclittica. Si misura in gradi da 0° a 90° verso i poli dell'eclittica, e ha valore positivo se l'astro si trova nell'emisfero nord rispetto all'eclittica, negativo se si trova nell'emisfero sud. Il Sole, che rimane sempre sull'eclittica, ha sempre la latitudine uguale a 0°. Dal latino latus, largo. La latitudine si può calcolare, la declinazione (dec) e l'ascensione retta (AR), mediante la formula seguente: sen lat = sen dec cos e - cos dec sen e sen AR, dove e sta per l'obliquità dell'eclittica.

      Levata eliaca: vedi sorgere eliaco.

      Levis: (leggero) è, nelle applicazioni e nelle separazioni dei pianeti, l'astro più veloce di moto rispetto ad un altro più lento (ponderosus, pesante). Il levis è l'astro che porta a compimento la figura di applicazione o di separazione, il ponderosus è l'astro che la riceve. La Luna è 'levior' (più leggera) rispetto a tutti gli altri astri: da tutti si separa e a tutti si applica; Saturno è 'ponderosior' (più pesante) rispetto agli altri: tutti gli si applicano e da lui si separano.

      Linea degli apsidi: è, nei modelli geocentrici dell'eccentrico e dell'epiciclo, quella linea ideale che unisce l'apogeo al perigeo e che passa sempre per il centro della Terra.

      Linea del moto medio: è, nei modelli geocentrici dell'eccentrico e dell'epiciclo, quella linea perpendicolare alla linea degli apsidi ed equidistante dall'apogeo e dal perigeo. Si chiama così perché quando un pianeta attraversa questa linea nell'epiciclo il suo moto in longitudine giornaliero equivale al suo moto medio. Allo stesso modo il Sole nell'eccentrico. Si chiama anche così, nel modello dell'eccentrico solare, quella linea che parte dal centro della Terra e che procede in direzione del Sole, rimanendo parallela alla linea che unisce il Sole al centro dell'eccentrico. Quando il Sole si trova all'apogeo o al perigeo dell'eccentrico la linea del moto medio coincide con la linea del moto vero, in tutti gli altri punti no.

      Linea del moto vero: è quella linea ideale che unisce la posizione apparente del Sole o di un pianeta al centro della Terra. Nel modello dell'eccentrico solare, quando il Sole si trova all'apogeo o al perigeo dell'eccentrico la linea del moto vero coincide con la linea del moto medio, in tutti gli altri punti no.

      Longitudine: (long) di un astro, è l'arco di eclittica compreso fra il punto gamma e il piede dell'astro sull'eclittica. Si misura da 0° a 360°, partendo dal punto gamma in senso antiorario guardando l'eclittica da nord. Dal latino longus, lungo. La longitudine si può calcolare, conoscendo la latitudine (lat), la declinazione (decc) e l'ascensione retta (AR), mediante la formula seguente: cos long = cos dec cos AR/ cos lat.

      Luminare condizionale: vedi luminare del tempo.

      Luminare del tempo: è il Sole di giorno, la Luna di notte. PA: hairetikos.

      Luminari: sono il Sole e la Luna; sono chiamati così poiché la loro luce è molto più forte rispetto a quella degli altri astri. PA: phostêr.

      Luoghi operosi: sono la I casa, la X, la VII e la IV (poiché sono angolari), la V e la IX (poiché sono in trigono all'oroscopo), e l'XI (poiché è in esagono all'oroscopo ed è sopra l'orizzonte). Sono chiamati anche luoghi necessari. Gli astri nei luoghi operosi portano più facilmente a compimento i loro significati.

      Luoghi pigri: sono la XII casa, la VI, la II, l'VIII (poiché non hanno aspetto con l'oroscopo), e la III (poiché è in esagono all'oroscopo ma è sotto l'orizzonte). Sono chiamati anche luoghi non necessari. Gli astri nei luoghi pigri portano più difficilmente a compimento i loro significati.

      Luogo: vedi casa.

      Magnitudine: è la luminosità apparente di un corpo celeste. La magnitudine si indica con la lettera m e dipende dalla luminosità intrinseca dell'astro (m. assoluta) e dalla sua distanza dalla Terra. Più alto è il valore della magnitudine, più debole è la luminosità apparente di una stella: la stella più brillante del cielo, Sirio, ha m. -1.46; le stelle più deboli visibili ad occhio nudo hanno m. +5.50 o leggermente superiore, a seconda dell'acutezza visiva dell'osservatore. Una stella di magnitudine 1 appare 2.5 volte più brillante di una stella di magnitudine 2, e 100 volte più brillante di una stella di magnitudine 6. La magnitudine della Luna piena è -12.7, quella del Sole -26.8. Il più luminoso tra i pianeti è Venere che può raggiungere la magnitudine massima -4.1; seguono Giove (-2.4), Marte (-1.9), Mercurio (-0.2) e infine Saturno (+0.8).

      Malefici: (pianeti m.) nell'accezione ellenistica sono Marte e Saturno, poiché la loro natura elementare (Marte è soprattutto secco, Saturno è freddissimo) nuoce alla quantità di vita e alla salute. I due malefici possono al contrario favorire altri aspetti della vita umana, quali le azioni, i guadagni, lo studio, ecc. In greco kakopoiós, colui che fa il male. In India e in Iran tutti i pianeti erano considerati turbativi o "malefici" poiché hanno in mano il destino umano (graha, ciò che afferra e non molla la presa) e quindi gli impediscono di liberarsi. Marte è il malefico minore, Saturno il malefico maggiore.

      Martyria: vedi testimonianza.

      Maschili: (pianeti m.) sono il Sole, Saturno, Giove e Marte, ovvero quei pianeti nei quali l'umido non è prevalente sulle altre qualità prime. (segni m.) sono i due segni equinoziali e quelli che sono in trigono rispetto a loro: Ariete, Leone e Sagittario; Bilancia, Gemelli e Acquario. Gli equinozi segnano infatti, nell'anno tropico, l'inizio del prevalere di una qualità attiva (maschile), il caldo in primavera ed il freddo in autunno. (quadranti m.) sono il primo e il terzo quadrante, poiché un astro in questi quadranti si avvicina al meridiano e l'avvicinarsi è ritenuta condizione più forte, più attiva, che non l'allontanarsi.

      Mattutino: in senso generale, è il pianeta che si trova nell’emiciclo orientale rispetto al Sole e pertanto sorge prima dell’alba; in senso ristretto è il pianeta che, posto il Sole all’orizzonte orientale, viene a trovarsi nel primo quadrante della sfera, tra l'orizzonte e il meridiano superiore, entro 6 ore temporali dal Sole. Vedi orientalità relativa. PA: heoôs.

      Mediocielo: (MC) è il grado dell'eclittica che culmina al meridiano superiore. Dal latino medium, mezzo, e coelum, cielo.

      Meridiano celeste: è il circolo massimo della sfera che passa per il polo nord celeste, per lo zenith, per il polo sud celeste e per il nadir. Quando il Sole vi transita a mezzogiorno, raggiunge la sua massima altezza durante la giornata. Dal latino meridies, da medius, mezzo e dies, giorno.

      Meridiano inferiore: è la metà di meridiano celeste che sta nell'emisfero invisibile.

      Meridiano superiore: è la metà di meridiano celeste che sta nell'emisfero visibile.

      Mobili: (segni m. o cardinali) sono l'Ariete, la Bilancia, il Cancro e il Capricorno. Sono così chiamati poiché segnano l'inizio della nuova stagione. Ariete e Bilancia sono detti anche equinoziali, Cancro e Capricorno solstiziali o tropici. Significano tutto ciò che ha inizio e le cose di breve durata. I due segni equinoziali sono detti compositivi poiché compongono qualità decisamente opposte (dal freddo al caldo in primavera, dal caldo al freddo in autunno) e pertanto convengono al giudizio, alla sintesi, alla previsione. I due segni solstiziali sono detti pubblici poiché segnano mutamenti molto evidenti nel modo di illuminazione (massima durata del giorno in estate, minima durata in inverno) e convengono quindi a tutto ciò che è pubblico, manifesto a tutti.

      Moto diretto: è il moto apparente di un pianeta lungo il circolo zodiacale, da ovest ad est, osservato dalla superficie terrestre. Il moto diretto può essere lento, medio, veloce, velocissimo, a seconda della fase in cui si trova il pianeta nel proprio ciclo di rivoluzione sinodica.

      Moto diurno: è il movimento di rotazione che la sfera compie su se stessa da est a ovest, nel tempo di 24 ore, generando i fenomeni del sorgere, del culminare e del tramontare. Si può esprimere in ore o in gradi di equatore secondo la relazione 24 ore = 360°, 1 ora = 15°. Secondo il sistema aristotelico-tolemaico il moto diurno è impresso dal primum mobile, o nona sfera, che trascina con sé tutte le sfere sottostanti.

      Moto in longitudine: è il movimento che i pianeti compiono lungo l'eclittica, da ovest ad est, in senso contrario al moto diurno. Il moto medio giornaliero in longitudine è diverso da pianeta a pianeta: Saturno 2', Giove 4'59", Marte 31'26", Sole, Venere, Mercurio 59'08". Nel sistema geocentrico tolemaico il moto in logitudine dei pianeti è spiegato con un triplo movimento circolare: quello del pianeta lungo l'epiciclo, quello dell'epiciclo lungo l'eccentrico, quello dell'eccentrico attorno al centro del sistema, rappresentato dalla Terra.

      Moto lento: si dice che un pianeta è di moto lento quando il suo moto giornaliero in longitudine è inferiore al moto medio. I pianeti sono di moto lento quando si avvicinano alla prima stazione e quando riprendono il moto diretto, dopo la seconda stazione. Vedi moto in longitudine.

      Moto medio: (giornaliero in longitudine) è quantità di gradi eclittici che ciascun pianeta percorre mediamente in un giorno. Vedi moto in longitudine.

      Moto retrogrado: è il moto di retrogradazione di un pianeta. Vedi retrogradazione.

      Moto universale: vedi moto diurno.

      Moto veloce: si dice che un pianeta è di moto veloce quando il suo moto giornaliero in longitudine è superiore al moto medio. I pianeti sono di moto veloce quando si avvicinano al sinodo e lo rimangono fin oltre la loro apparizione. Vedi moto in longitudine.

      Muhît: vedi periéchon.

      Mutevoli: (segni m.) vedi bicorporei.

      Nadir: è il punto più depresso sotto l'osservatore terrestre, dove passa la verticale del luogo di osservazione. Dall'arabo nazir, opposto (allo zenit).

      Natura elementare: (natura essenziale) è la qualità di un pianeta in sé, indipendentemente dalla sua situazione accidentale nei segni, rispetto al Sole, nel mondo ecc. Saturno è freddissimo e secco, Giove è molto caldo e un poco umido, Marte è molto secco e caldo, il Sole è caldissimo e un poco secco, Venere è molto umida, Mercurio è molto mutevole dal secco all'umido, la Luna muta secondo le sue fasi.

      Necessari: (luoghi n.) vedi luoghi operosi.

      Nodi: sono i due punti nei quali un pianeta ha latitudine 0°, ovvero si trova sull'eclittica. Se il pianeta ha latitudine 0° e sta salendo sopra l'eclittica è nel suo nodo ascendente, se sta scendendo sotto l'eclittica è nel suo nodo discendente.

      Nona sfera: vedi primum mobile.

      Nord, Sud: sono i due punti in cui il meridiano attraversa l'orizzonte: il nord è il più vicino al polo elevato; il sud è il più vicino al polo depresso. Dalle voci anglosassoni nordh e sûdh.

      Notturni: (pianeti n.) sono la Luna, Venere e Marte. Le prime poiché sono prevalentemente umide come la notte, mentre per il malefico vale un principio di equilibrio: il suo eccesso di secco viene temperato dall'umido della notte.

      Novilunio: è la congiunzione tra la Luna e il Sole; vedi sizigia.

      Obbedienti: vedi comandanti e obbedienti.

      Obliquità dell'eclittica: (e) è l'angolo di inclinazione dell'eclittica rispetto all'equatore; ha un valore medio di 23°27' e muta lentamente nel corso dei secoli.

      Obsessio: vedi accerchiamento.

      Obsidio: vedi accerchiamento.

      Occidentale: (emisfero o.) è, dei due emisferi nei quali viene divisa la sfera locale dal meridiano, quello che comprende il punto Ovest; (pianeta o. rispetto alla genitura) è il pianeta situato nell'emisfero occidentale; (pianeta o. rispetto al Sole) vedi occidentalità relativa. PA: dytikos.

      Occidentalità relativa: è così chiamata la condizione del pianeta che, al tramontare del Sole, si trova fuori dai raggi solari entro lo spazio del 2° quadrante (tra mediocielo ed occidente), ovvero non oltre la distanza di 6 ore temporali dal Sole in senso antiorario. PA: dytikos.

      Occidente: (OCC) in astrologia è il grado dell'eclittica che tramonta all'orizzonte occidentale. É detto anche discendente (DSC). Dal latino occídere, obcídere, cadere, morire, tramontare. Nell'accezione astronomica può essere usato per indicare il punto cardinale Ovest, dove tramonta il Sole agli equinozi.

      Occultazione: vedi tramonto eliaco. PA: krypsis.

      Omozoni: (segni o.) sono quei segni che condividono il medesimo signore del domicilio. Sono omozoni Gemelli e Vergine (Mercurio), Toro e Bilancia (Venere), Ariete e Scorpione (Marte), Sagittario e Pesci (Giove), Acquario e Capricorno (Saturno). Dal greco homózona, uniti dalla stessa cintura, composto da omòs, stesso e zonê, cintura; in latino unius cinguli. Sono detti anche congruenti.

      Operosi: (luoghi o.) vedi luoghi operosi; (pianeti o.) sono i pianeti nei luoghi operosi. PA: chrêmatizô.

      Opposizione: vedi diametro.

      Opposizioni naturali: sono antiscia e controantiscia che avvengono tra segni molto distanti tra loro, e che pertanto assomigliano alle opposizioni: Ariete-Vergine, Bilancia-Pesci, Gemelli-Capricorno, Cancro-Sagittario.

      Opsis: sguardo, facoltà del vedere, volto, aspetto. Vedi epitheôria. PS: opsis.

      Ora civile: è l'unità di misura del tempo civile.

      Ora di Greenwich: (HG) è l'unità di misura del tempo universale.

      Ora equinoziale: è un dodicesimo dell'arco diurno o notturno di un punto sull'equatore. Poiché l'AD e l'AN di un grado dell'equatore sono sempre pari a 180°, l'ora equinoziale è sempre pari a 15° e corrisponde ad 1/24 della rotazione diurna della sfera (15x24=360). Si chiama equinoziale o uguale, poiché quando il Sole si trova sull'equatore agli equinozi, il suo AD è uguale al suo AN e pertanto il giorno equivale alla notte.

      Ora estiva: è l'ora civile, convenzionalmente aumentata di una unità durante il periodo estivo.

      Ora ineguale: vedi ora temporale.

      Ora locale media: è l'unità di misura del tempo solare medio.

      Ora temporale: di un punto della sfera è un dodicesimo del suo arco diurno o notturno. É chiamata anche ora ineguale o disuguale poiché, diversamente dall'ora equinoziale sempre uguale a stessa, ha valori diversi a seconda dell'ampiezza degli archi. Il giorno rispetto alla notte ha una durata variabile se misurato con le ore uguali, ma dura sempre 12 ore come la notte, se misurato con le ore temporali, poiché muta la durata delle ore: in estate dura 12 ore "più lunghe", poiché il Sole descrive un AD più lungo, in inverno dura 12 ore "più brevi". La differenza tra ora temporale di un astro e 15° (ora equinoziale) dipende dalla declinazione dell'astro rispetto all'equatore, che determina la sua differenza ascensionale.

      Ora temporale diurna: (HTD) è un dodicesimo dell'arco diurno, o un sesto del semiarco diurno: HTD = AD/12; HTD = SAD/6. Ogni punto dell'equatore ha un'HTD pari a 15° (180/12 = ora equinoziale); ogni punto con declinazione positiva ha un HTD maggiore di 15°; ogni punto con declinazione negativa ha un HTD minore di 15°. La somma dell'ora temporale diurna e di quella notturna è sempre uguale a 30°

      Ora temporale notturna: (HTN) è un dodicesimo dell'arco notturno, o un sesto del semiarco notturno: HTN = AN/12; HTN = SAN/6. Ogni punto dell'equatore ha un'HTN pari a 15° (180/12); ogni punto con declinazione positiva ha un HTN minore di 15°; ogni punto con declinazione negativa ha un HTN maggiore di 15°. La somma dell'ora temporale diurna e di quella notturna è sempre uguale a 30°.

      Ora uguale: vedi ora equinoziale.

      Ora vera: è l'unità di misura del tempo solare vero.

      Orientale: (emisfero o.) è, dei due emisferi nei quali viene divisa la sfera locale dal meridiano, quello che comprende il punto Est; (pianeta o. rispetto alla genitura) è il pianeta situato nell'emisfero orientale; (pianeta o. rispetto al Sole) vedi orientalità relativa. PA: anatolê, anatolikos.

      Orientalità relativa: è così chiamata la condizione del pianeta che, al sorgere del Sole, si trova fuori dai raggi solari entro lo spazio del 1° quadrante (tra oroscopo e mediocielo), ovvero non oltre la distanza di 6 ore temporali dal Sole in senso orario. PA: anatolê, anatolikos.

      Oriente: in astrologia indica il grado dell'eclittica che sorge all'orizzonte orientale che è detto anche oroscopo o ascendente (ASC). Dal latino oriens -entis, part. presente di oriri, alzarsi, sorgere, nascere. Nell'accezione puramente astronomica può essere usato per indicare il punto cardinale Est, dove sorge il Sole agli equinozi.

      Orizzonte: è il piano, perpendicolare alla verticale, che passa per l'occhio dell'osservatore, e delimita la parte visibile della sfera locale da quella invisibile. Dal greco horízein, delimitare. É detto anche in latino finitor visus poiché delimita lo sguardo.

      Oroscopo: (HOR) è il grado dell'eclittica che sorge all'orizzonte orientale. É chiamato anche ascendente (ASC). Dal greco hôra, ora, e skopéin, guardare. PA: hôroskopos.

      Ottava sfera: è la sfera che segue quella di Saturno, e che contiene le stelle fisse. E' trascinata insieme alle altre dal moto diurno del primum mobile.

      Ovest: vedi est, ovest.

      Paralleli di declinazione: sono i circoli minori paralleli all'equatore.

      Paralleli di latitudine: sono i circoli minori paralleli all'eclittica.

      Paralleli nel mondo: sono figure che avvengono nella sfera locale quando due astri si trovano separati dal meridiano, alla stessa distanza oraria dal meridiano stesso. Sono anche detti antiscia nel mondo.

      Parallelo di declinazione: è l'aspetto che intercorre tra due pianeti quando hanno la medesima declinazione. I due astri sono uniti dagli stessi fenomeni astronomici: descrivono i medesimi archi diurni e notturni, sorgono e tramontano negli stessi punti dell'orizzonte. Entrambi vengono chiamati equipollenti.

      Peregrino: è il pianeta privo di dignità o di debolezza.

      Perfezione: vedi profezione.

      Periéchon: voce greca che indica, in Tolemeo, il cielo omniabbracciante, la regione che attornia la terra e dalla quale proviene l'influsso degli astri sul mondo sublunare.

      Perigeo: è il punto più vicino alla Terra nel quale viene a trovarsi un astro nel suo moto di rivoluzione nell'eccentrico (p. dell'eccentrico) o nell'epiciclo (p. dell'epiciclo).

      Periodo siderale: vedi rivoluzione siderale.

      Periodo sinodico: vedi rivoluzione sinodica.

      Perìschesis: secondo Porfirio, questa figura è una forma di accerchiamento molto largo, operato da un solo pianeta, come per esempio se la Luna si trovasse a 20° di Vergine e Marte a 20° di Ariete: la Luna è accerchiata dal trigono di Marte in Leone e dalla sua opposizione in Bilancia. Vedi accerchiamento.

      Pianeti: sono astri che hanno un moto proprio nel cielo, rispetto allo sfondo delle stelle fisse. Dal greco, planêtês, errante, vagante, da planáô, deviare dalla retta strada.

      Pianeti: sono astri che hanno un moto proprio nel cielo, rispetto allo sfondo delle stelle fisse. Dal greco, planêtês, errante, vagante, da planáô, deviare dalla retta strada.

      Piede sull'eclittica: è il punto in cui il circolo di latitudine che passa per un punto della sfera interseca l'eclittica.

      Piede sull'equatore: è il punto in cui il circolo di declinazione che passa per un punto della sfera interseca l'equatore.

      Piede sull'orizzonte: è il punto in cui il cerchio verticale che passa per un punto della sfera incrocia l'orizzonte.

      Plenilunio: congiunzione tra la Luna e il Sole; vedi sizigia.

      Poli celesti: sono le proiezioni sulla sfera celeste dei due poli terrestri, il polo nord e il polo sud.

      Poli dell'eclittica: sono i due punti rispetto ai quali tutti i punti dell'eclittica sono equidistanti; il polo nord dell'eclittica è quello nell'emisfero nord; il polo sud dell'eclittica è quello nell'emisfero sud.

      Polo: (di un astro) vedi elevazione del polo.

      Polo depresso: è il polo celeste presente nell'emisfero invisibile.

      Polo elevato: è il polo celeste presente nell'emisfero visibile.

      Ponderosus: (pesante) è, nelle applicazioni e nelle separazioni dei pianeti, l'astro più lento di moto rispetto ad un altro più veloce (levis, leggero). Il ponderosus è l'astro che riceve la figura di applicazione o di separazione da parte del levis. La Luna è 'levior' (più leggera) rispetto a tutti gli altri astri: da tutti si separa e a tutti si applica; Saturno è 'ponderosior' (più pesante) rispetto agli altri: tutti gli si applicano e da lui si separano.

      Precessione degli equinozi: è il lento spostamento dell'eclittica rispetto all'equatore, in senso orario osservando dal polo nord celeste. Per effetto della p. il punto gamma, o 0° di Ariete, si trova oggi nella costellazione dei Pesci, mentre nel primo millennio a.C. era nella costellazione dell'Ariete. Tale fenomeno è dovuto al fatto che l'asse di rotazione della terra non è perfettamente fermo ma oscilla su se stesso descrivendo un'orbita circolare il cui periodo è di 25.800 anni circa.

      Primo tramonto mattutino: è la prima visibilità di un astro all'orizzonte occidentale, quando il Sole, prima dell'alba, si trova sotto l'orizzonte di una quantità di gradi pari all'arcus visionis della stella o del pianeta. Nei minuti che seguono l'astro scompare sotto l'orizzonte occidentale mentre il cielo divene sempre più chiaro. Venere e Mercurio non hanno questa fase, poiché non si allontanano tanto dal Sole.

      Primo verticale: è il cerchio verticale della sfera locale che passa per il punto est.

      Primum mobile: è la nona sfera, esterna a tutte le altre, immateriale, invisibile, priva di corpi celesti. Non ha moto proprio come le 7 sfere planetarie, ma imprime a tutto il sistema delle sfere un moto contrario e velocissimo: il moto diurno.E' la sfera dei segni zodiacali, privi di luce e di materia.

      Principatus: vedi doriforia.

      Profezione: (o perfezione) di un punto della sfera locale è il suo spostamento, nel senso del moto diurno, attraverso i circoli orari delle 12 case, in modo tale che in 1 anno percorra lo spazio di 1 casa, e dopo 12 anni ritorni al punto iniziale. Il segno nel quale cade la profezione prende il nome di 'segno di profezione' e, nel caso che il punto 'proferito' sia l'oroscopo, è detto segno dell'anno. Le profezioni si calcolano mediante le distanze orarie e le ore temporali, e svolgono un ruolo molto importante nell'arte della previsione astrologica, in combinazione con le direzioni e le rivoluzioni solari.

      Promissore: è ciascun punto della figura di natività (luminari, pianeti, cuspidi delle case, sorti) che, possedendo un significato particolare per propria natura (benefica o malefica) o per posizione nella figura (salute, matrimonio, figli, professione ecc.), 'promette' di combinare questo significato con quello di un significatore al quale si unisce per direzione, dando luogo alla qualità dell'evento indicato dalla direzione stessa.

      Pubblici: sono i due segni solstiziali del Cancro e del Capricorno; vedi mobili.

      Pulsans: è il pianeta più veloce (levis) che si applica al più lento (ponderosus). E'così chiamato poiché è l'astro che dà l'impulso all'applicazione, trasmettendo la propria luce e la propria natura all'altro pianeta che la riceve (receptor).

      Pulsatio: è, in un'applicazione, la trasmissione di luce e di natura ad opera del pulsans verso il receptor.

      Pulsatio naturae: è una pulsatio in cui il pulsans (il pianeta che compie l'applicazione) sta in una dignità del receptor e, portandogli la propria luce, gli offre in dono la sua stessa natura. Per esempio Mercurio in Capricorno che si applica a Saturno, offre a Saturno la natura del Capricorno che è il suo domicilio.

      Pulsatio virtutis: è una pulsatio in cui il pulsans (il pianeta che compie l’applicazione) sta in una propria dignità e comunica al receptor la propria forza.

      Punti cardinali: vedi est, ovest, nord, sud.

      Punto gamma: è il grado 0° di Ariete, l'equinozio primaverile e si indica con la lettera greca g; è detto anche punto vernale.

      Punto vernale: vedi punto gamma.